Ott 28

Riconoscere l’umidità muraria

umiditaproblSpesso accade che, in edifici di vecchia costruzione (ma anche in realizzazioni recenti), ci si trovi di fronte a macchie, muffe, o a condensa di acqua su pareti e pavimenti.
Questi sono i sintomi superficiali di un problema a monte dovuto ad eccesso di umidità presente all’interno delle strutture o nell’ambiente.

Risolvere questo inconveniente non è sempre cosa facile.
Intervenire trattando le superfici con i numerosi prodotti presenti sul mercato, è un’operazione spesso inutile se non addirittura controproducente perché bisogna intervenire sulle cause e non sugli effetti.

Occorre prima individuare le fonti di umidità, per poi intervenire eliminandole o limitandone l’azione.

Per sommi capi quindi, l’umidità può provenire:
esternamente
dal sottosuolo per capillarità
da alluvioni cicliche
dall’atmosfera esterna (pioggia battente)
dall’atmosfera esterna o interna (condensa)
internamente
acqua contenuta nei materiali da costruzione
da danni interni (smaltimento acque)
da condensa di tubazioni sottotraccia
da materiali con diversa conducibilità termica e porosità che generano fenomeni di condensa.

IDumidinell’immmagine i 12 differenti tipi di umidità che possono verificarsi in una abitazione

Sebbene sia possibile risalire al tipo di provenienza dell’acqua Continua a leggere

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Ott 28

Risalita capillare: una falsa definizione

h2oIl potere assorbente di un terreno o di un laterizio (che successivamente chiameremo supporto) è la proprietà che ha un suolo o un manufatto, di trattenere l’acqua e gli elementi soluti.

Solitamente l’acqua viene trattenuta grazie al concorso di due differenti fenomeni, l’imbibizione e la capillarità, il primo è di natura fisico-chimica ed il secondo è di natura prettamente fisica.
In entrambi i casi, la capacità di ritenuta è riconducibile a forze elettrostatiche che si instaurano fra le molecole d’acqua e la matrice solida del supporto (sia esso terreno o laterizio). La pressione che occorre esercitare per sottrarre l’acqua trattenuta dalla matrice solida è detta tensione matriciale ed assume generalmente valori negativi.

La ritenuta per capillarità è dovuta alla risultante delle forze che agiscono su ogni molecola d’acqua che occupa i pori del materiale; queste forze sono sempre riconducibili a quattro forze ben conosciute e distinte:
– forze gravitazionali che agiscono sulle molecole;
– forze di coesione interne fra le molecole d’acqua;
– forze di attrazione fra l’atmosfera del supporto e le molecole d’acqua;
– forze di adesione fra le molecole d’acqua e la superficie della matrice solida.

Sulle molecole disposte a breve distanza dalle particelle solide del supporto, la risultante è Continua a leggere

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