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Il recupero funzionale delle batterie litio per elettroutensili

Il recupero funzionale delle batterie litio per elettroutensili

Il recupero funzionale delle batterie al litio esauste o non più funzionanti per elettroutensili si ottiene principalmente attraverso la rigenerazione delle celle interne (ricellaggio) oppure, nei casi di blocco elettronico, tramite il ripristino del voltaggio minimo di sicurezza delle singole celle.

Tecniche di recupero funzionale
Per rimettere in funzione un pacco batteria da senza riacquistarne uno nuovo, si seguono due strade differenti in base allo stato del componente:

Sostituzione delle celle (Ricellaggio): Si apre l’involucro originale in plastica e si dissaldano i vecchi elementi esausti. Vengono poi installate e risaldate a punti le nuove celle al litio di alta qualità, spesso aumentando la capacità originaria (Ah) e mantenendo intatta la compatibilità con l’elettroutensile.

Ribilanciamento e ricarica forzata: Se la batteria è rimasta ferma a lungo, il circuito di protezione intelligente (BMS) blocca la ricarica perché la tensione è scesa sotto la soglia di sicurezza. In questo caso si smonta il pacco, si misura la tensione delle singole celle e si applica una carica lenta a bassa corrente direttamente a ciascun elemento per riportare ogni singola cella sopra la soglia critica di funzionalità. Una volta pareggiati i voltaggi, il caricabatterie originale tornerà a riconoscere il blocco e l’intera batteria a funzionare.

Sostituzione o ripristino del BMS:  Quando le celle sono ancora integre, ma la scheda elettronica del BMS è danneggiata da sovraccarichi o danni esterni, si procede alla sostituzione del solo circuito BMS per ripristinare il corretto dialogo tra celle e caricabatterie.

Vantaggi dell’operazione

Notevole risparmio economico: Rigenerare un pacco batteria professionale (ad esempio di marchi costa solo leggermente di meno rispetto all’acquisto di un ricambio originale nuovo in quanto le singole celle devono essere di qualità estrema e, di conseguenza, hanno un costo notevole.

Sostenibilità ambientale: Riduce drasticamente i rifiuti elettronici riutilizzando la scocca in plastica e i connettori metallici originali e, spesso recuperando l’intera batteria.

Miglioramento delle prestazioni: L’inserimento di celle nuove e di ultima generazione consente spesso di ottenere una maggiore autonomia rispetto a quando la batteria è stata acquistata.

* Nota sulla sicurezza: Le batterie agli ioni di litio accumulano grandi quantità di energia e presentano un serio rischio di cortocircuito, incendio o esplosione se manomesse, saldate in modo errato o ricaricate senza controllo. Il recupero fai da te richiede attrezzature e competenze molto specifiche (come le saldatrici a punti per il collegamento intercelle, sistemi di ricarica ad alta efficienza e controllo) e competenze tecniche molto alte nel settore; per questa ragione è sempre consigliabile affidarsi a laboratori specializzati in rigenerazione di accumulatori.

Se hai una batteria specifica che non funziona, potresti contattarci e indicare:
– Di quale marca e modello di utilizzatore si tratta
– Quali sintomi presenta
– Come si comporta sotto carico

In tal modo possiamo darti indicazioni più mirate sul tipo di intervento necessario e, indicativamente, sui costi.

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Riparazione del PC, cosa fare

Riparazione del PC, cosa fare

Per gestire la riparazione del tuo PC, devi prima cercare di capire la natura del problema (intuire se sia software o hardware), decidere se voler intervenire in autonomia e preparare correttamente il dispositivo per evitare la perdita di dati personali.
Ovvio che se non ci si sente preparati per un intervento privato, si sconsiglia di intervenire a caso, senza avere la minima conoscenza del problema o affidarsi ai tutorial pubblicati in quantità in rete.

Molto spesso un malfunzionamento che può dipendere dall’hardware può dipendere da conseguenze che non hanno nulla a che fare con veri malfunzionamenti dei dispositivi, a volte, un banale difetto di raffreddamento, può portare fuori strada nell’individuazione del problema. 
Ecco comunque la procedura passo dopo passo per muoverti in sicurezza.
1. Fai una prima diagnosi autonoma
    • Schermate blu o blocchi: Spesso indicano un problema di driver o aggiornamenti. Prova ad avviare in Modalità Provvisoria.
    • Il PC non si accende: Verifica i cavi e la presa di corrente. Se è un fisso, potrebbe essere l’alimentatore bruciato.
    • Rumori strani o surriscaldamento: Le ventole potrebbero essere ostruite dalla polvere o la pasta termica va sostituita.
    • Rallentamento estremo: Potrebbe trattarsi di un’infezione da malware o del disco rigido (HDD) ormai usurato, da sostituire con un SSD più veloce.

2. Metti in sicurezza i tuoi dati (Prima di consegnarlo)
Se il computer si accende ancora, esegui queste operazioni prima di affidarlo a chiunque:
    • Fai un backup: Copia i tuoi file importanti (documenti, foto, cartella “Utenti”) su un hard disk esterno o su servizi cloud.
    • Rimuovi i dati sensibili: Disconnetti i tuoi account principali dai browser (Google, banche, social) e rimuovi file privati.
    • Smonta gli accessori: Non consegnare chiavette USB, ricevitori wireless per mouse o schede SD rimaste negli slot.

3. Scegliere tra Fai-da-Te o Tecnico Professionista
    • Interventi autonomi: Se hai un minimo di manualità e gli strumenti adatti, puoi sostituire facilmente RAM, memorie SSD o pulire le ventole. Per i problemi di sistema puoi usare le opzioni di Ripristino di fabbrica Windows operazione che sconsiglio vivamente per molti motivi ma soprattutto perché non sempre il problema si risolve con tale operazione (in verità solo un 5% dei casi specificatamente di origine sotware sono in grado di essere risolti). 
    • Quando andare in assistenza: Se il danno riguarda componenti saldate sulla scheda madre, lo schermo del portatile è spaccato o il PC è in garanzia, rivolgiti a un centro specializzato.

4. Regole d’oro con il centro assistenza
Se decidi di portarlo in un negozio, segui questi accorgimenti per evitare brutte sorprese:
    • Richiedi un preventivo scritto: Accordati sul costo massimo prima che il tecnico proceda all’acquisto di pezzi di ricambio.
    • Verifica il costo di diagnosi: Molti laboratori chiedono una tariffa fissa (es. 20-30€) solo per smontare e testare il PC, anche se decidi di non ripararlo.
    • Valuta la convenienza: Se la riparazione supera il 50-60% del valore del PC attuale, valuta se investire la cifra in un computer nuovo o in un ricondizionato garantito.

Quali sono i sintomi esatti che mostra il tuo computer (es. non si accende, fa rumore, è lento)? Se preferisci portarlo in assistenza, indicami i sintomi e fai una chiamata ai numeri indicati qui.
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Economia della riparazione elettronica, quando conviene?

Economia della riparazione elettronica, quando conviene?

L’economia della riparazione elettronica conviene quando il costo dell’intervento non supera mediamente il 30-40% del valore di mercato attuale del dispositivo e quando il guasto riguarda un componente specifico e localizzato.

Negli ultimi anni, spinta anche dalle normative europee sul Diritto alla Riparazione, questa pratica è diventata una scelta strategica sia per i consumatori privati che per le aziende che vogliono ottimizzare i budget e ridurre i rifiuti elettronici (e-waste).

La convenienza economica e pratica si valuta analizzando diverse variabili chiave.

Regola generale della convenienza
Per capire se procedere, applica la formula di massima basata sul valore residuo dell’oggetto (e non sul prezzo d’acquisto originale):  Rapporto Costo Riparazione / Valore Attuale

 

Costo/Valore Convenienza Decisione
Sotto il 30% Alta Sempre conveniente
Tra il 30% e il 50% Media Conviene se di produzione recente o di alta gamma
Sopra il 50% Bassa (antieconomica) Conviene solo per recupero dati o funzionalità di valore affettivo

 

Quando e cosa conviene riparare

* Dispositivi premium o professionali: Riparare smartphone top di gamma, computer ad alte prestazioni o schede elettroniche industriali genera un risparmio netto elevato rispetto al costo di un rimpiazzo nuovo.

* Guasti specifici e componenti modulari: Interventi come la sostituzione di una porta di ricarica, di una batteria degradata o di un display rotto offrono un eccellente rapporto costi/benefici.

* Macchinari industriali e grandi elettrodomestici: Nel settore B2B, riparare una scheda elettronica evita il “fermo macchina”, che spesso costa molto più del componente stesso.

* Prezzi inferiori del 30% rispetto al nuovo: Rigenerare centraline o blocchi hardware garantisce funzioni pari al nuovo abbattendo la spesa.

* Disponibilità di incentivi: In diverse regioni europee sono attivi bonus riparazione nazionali o locali che rimborsano parte della spesa della manodopera.

 

Quando NON conviene invece riparare  (Riparazione antieconomica)

* Dispositivi low-cost o obsoleti: Riparare un telefono di fascia bassa o un PC con più di 5-7 anni è svantaggioso. Il costo della manodopera specializzata supererebbe il valore commerciale del prodotto.

* Danni strutturali diffusi: Se un dispositivo presenta una scheda madre bruciata a causa di infiltrazioni d’acqua o shock elettrici estesi, i costi di diagnostica e microscopiatura superano la convenienza.

* Riparazioni ripetute nello stesso anno: Se un dispositivo manifesta guasti continui, significa che ha perso affidabilità strutturale ed è preferibile la sostituzione.

 

Il valore aggiunto oltre il denaro
Oltre al risparmio del portafoglio, l’economia della riparazione introduce vantaggi ecologici e di continuità:

* Fermata dei rifiuti (E-waste): Allunga il ciclo di vita dei prodotti rallentando l’accumulo di rifiuti tecnologici difficili da smaltire.

* Tutela dei dati: Riparare temporaneamente un dispositivo guasto è spesso l’unico modo per recuperare file, foto e backup non salvati sul cloud.

Se hai un dispositivo specifico che sta dando problemi, indicami il modello esatto, il tipo di guasto e gli anni di utilizzo. Posso aiutarti a calcolare se l’intervento sia conveniente o meno.

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Servizio di riparazione schede elettroniche civili e industriali

Servizio di riparazione schede elettroniche civili e industriali

– Riprendi l’uso della tua Tecnologia!

Hai mai trovato una scheda elettronica difettosa che sembrava non avere più speranza? Non preoccuparti, siamo qui per aiutarti! Con i nostri servizi di riparazione di schede elettroniche, ti offriamo una soluzione affidabile per far tornare in vita i tuoi dispositivi.

– Esperienza e Competenza

Il nostro team di esperti tecnici specializzati nella riparazione di schede elettroniche è pronto ad affrontare anche i problemi più complessi. Con anni di esperienza nel settore, abbiamo affinato le nostre abilità e acquisito conoscenze approfondite sul funzionamento interno di una vasta gamma di dispositivi elettronici.

– Diagnosi Approfondita

La nostra prima priorità è comprendere il problema specifico che affligge la tua scheda elettronica. Utilizziamo attrezzature e strumenti moderni e affidabili

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Ma poi, è così conveniente buttare anziché riparare?

Ma poi, è così conveniente buttare anziché riparare?

Anche se potrà sembrare una ovvietà, potrebbe non essere ben chiaro, per la maggioranza dei clienti, che buttare a volte potrebbe essere un vero spreco.

Proviamo a chiarire.

La decisione di riparare o buttare un prodotto tecnologico dipende da molti fattori, come la natura del prodotto, il costo della riparazione, il costo di sostituzione e l’utilizzo previsto.

In generale, se il prodotto è ancora relativamente nuovo, di buona qualità e la riparazione è semplice e conveniente, allora può essere conveniente ripararlo piuttosto che sostituirlo. Al contrario, se il prodotto è vecchio, usato o richiede una riparazione costosa, allora potrebbe essere più conveniente sostituirlo.

Tuttavia, ci sono anche altri fattori da considerare. Ad esempio, la sostenibilità ambientale potrebbe essere un fattore importante da considerare. Buttare un prodotto ancora funzionante può essere uno spreco di risorse e dannoso per l’ambiente. Inoltre, il valore affettivo del prodotto potrebbe essere un altro fattore da considerare. Se il prodotto ha un valore sentimentale o storico per te o per la tua famiglia, potrebbe valere la pena ripararlo anche se il costo della riparazione è relativamente elevato.

Ma la risposta potrebbe dipendere anche dalle specifiche circostanze e le condizioni del bene in questione.

In generale, se il costo della riparazione è significativamente

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Decarbonizzazione con HHO: i molti vantaggi sui motori più vecchi

Decarbonizzazione con HHO: i molti vantaggi sui motori più vecchi

Se si fanno normalmente viaggi brevi e partenze da freddo, i motori a combustione interna che sia benzina o diesel, non riescono a bruciare completamente il combustibile immesso e crea una piccola quantità di residui carboniosi che col tempo si stratificano e si accumulano sulle camere di scoppio del vostro motore limitandone le prestazioni, peggiorando i consumi e le emissioni.

Nel lungo termine questi residui si accumulano in grande quantità e rimangono incrostati sulla testata, sul cielo del pistone e sugli iniettori compromettendone la potenza di scoppio, i consumi, le emissioni e la potenza elargita.

Nei motori con alti chilometraggi (oltre i 150 / 200.000 Km) sarebbe sempre vantaggiosa una pulizia delle camere per poter ripristinare le prestazioni degradate, se ne avvantaggerebbe di certo il portafoglio e si tornerebbe ad avere quel motore brillante che si aveva quando l’auto era più nuova.

Questa nuova tecnologia di pulizia parte circa 10 anni fa, quando vi fu la tendenza, tutta artigianale, di aggiungere al carburante tradizionale, anche del gas di Brown (prodotto internamente al vano motore con una cella elettrolitica e dell’acqua). Il gas risultante veniva aggiunto all’aria aspirata dal motore e sembrava fornisse indubbi vantaggi sui consumi.

Alcuni ricercatori non si spiegavano il perché di tali miglioramenti indiscutibili riscontrati soprattutto nei motori più vecchi e datati e fecero alcune ricerche.

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FastCharge il sostentatore di carica economico

FastCharge il sostentatore di carica economico

In una officina moderna ed efficiente non può mancare un mantenitore o sostenitore di carica della batteria.
Il motivo è che oggi, ormai, tutti i veicoli moderni montano sistemi elettronici di bordo che sono molto affamati di energia, soprattutto in fase diagnostica e di test.
Soprattutto in diagnosi, che si effettua con motore spento, vengono accesi tutti i dispositivi elettrici (compresi fari, lunotto, tergicristalli, ecc.)… un enorme consumo di corrente che porta a far scaricare anche la batteria più efficiente nel giro di 20 minuti.
I test durano anche 40 minuti e, prima della conclusione, arriva l’avvertimento che la batteria è sotto la soglia di tensione accettabile ed il test viene chiuso.
Sono eventi che possono creare seri problemi alle centraline se si è in aggiornamento e fanno perdere tempo ai tecnici incaricati alla diagnosi e la riparazione del veicolo.

Soprattutto le vetture di pregio, i SUV, le sportive, durante il test diagnostico di bordo, riescono a far precipitare la carica della batteria già in pochi minuti e, senza un supporto di un mantenitore di carica, sarà impossibile completare la fase di test (successivamente sarà impossibile anche l’avviamento del motore).

Se in alternativa, si tenta di sostenere la carica con comuni caricabatterie (anche molto potenti) ci si accorge che non sono in grado di sostenere correnti continuative di oltre 30-50A e forniscono una alimentazione molto sporca che può danneggiare seriamente le centraline di bordo.

Perché bisogna mantere la carica durante la diagnosi

Quando si mette una vettura in diagnosi, il motore generalmente deve rimanere spento. Non

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Il reindex dei QR code, un servizio tanto richiesto, ma sfruttato male

Il reindex dei QR code, un servizio tanto richiesto, ma sfruttato male

Gestisci i tuoi QR code in modo semplice ed efficace

La potenzialità dei codici QR, proprio per la possibilità di contenere cifre, lettere e caratteri speciali, oltre alla codificazione industriale, permette di contenere informazioni anche complesse in un piccolo quadratino grafico inseribile ovunque.

In un biglietto da visita potremmo aggiungere un QR code per portare il cliente al nostro sito web o alla mappa geografica (per poterci raggiungere in sede) o anche riportare un nostro listino con le ultime novità.

In un listino prezzi delle nostre prestazioni potremmo aggiungere un QR code che ci indirizza ad un filmino che visualizza come viene fatto quel servizio.

In un volantino pubblicitario di un ristorante o una gelateria, potremmo inserire un QR code che ci indirizza al nostro sito web o (ai tempi di COVID) al menu del giorno.

Il QR code in pratica è un francobollo dai mille usi che ognuno può inventare sfruttare e gestire come meglio preferisce.

Si prende il proprio dispositivo (con una app che legge il codice QR), si mira sul francobollo grafico, e immediatamente si entra in un nuovo mondo che il gestore ci vuol fare conoscere.

Facile vero?

Solo che c’è un però. Non tutti i gestori, imprenditori o grafici dispongono di mezzi informatici in grado di poter convertire questi codici in un reindex efficace e sempre on-line.

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Precisazioni sull’uso di Fast Tools per il test a banco di una centralina

Precisazioni sull’uso di Fast Tools per il test a banco di una centralina

A meno che non si abbia disposizione il veicolo originario, un test a banco di una centralina è una operazione che non può esimere il tecnico dalla comprensione basilare e fondamentale del funzionamento della centralina ECU da provare:

– serve un impianto specifico fatto di connettori, sensori e segnali
– ogni tipo di centralina richiede un suo impianto di test, fatto di cablaggi esatti, connettori dello stesso tipo (e genere), nonché emulatori di segnali e di livelli che la centralina richiede per attivarsi
– non è possibile illudersi che si possa fare un impianto generico che possa funzionare su una larga serie di centraline (anche diverse tra loro).
l’emulatore di ruota fonica (Fast Tools) è quindi solo un anello, pur importante, di tutti i dispositivi che serviranno per il test

Come fare

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Il recupero dei pacchi batterie al litio

Il recupero dei pacchi batterie al litio

Da alcuni anni la tecnologia litio, come fonte energetica portatile, è ormai diffusissima e si è espansa ormai a ogni settore della tecnologia.

I vantaggi innegabili della vita piuttosto lunga, della affidabilità e della leggerezza, le pongono come scelta vantaggiosa e quasi obbligatoria nel campo della mobilità elettrica, nelle apparecchiature più o meno sofisticate, nell’illuminazione, nella comunicazione, nell’utensileria e perfino nelle protesi mediche.

Ormai quasi tutto ciò che è elettrico o elettronico viene alimentato con elementi litio montati sia singolarmente che in multipli (posti in serie/parallelo) allo scopo di ottenere le potenze adeguate.

Come tutti sanno le caratteristiche degli elementi litio, benché piuttosto longevi, leggeri e potenti, hanno anche dei punti deboli che vanno sempre tenuti in cosiderazione.

Per via della particolare costruzione tecnologica e delle caratteristiche instabili di alcuni componenti (in primis il litio), queste batterie devono poter lavorare sempre in condizioni elettriche e di temperatura ottimali, ben definite e continuamente controllate.

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Il lavaggio degli iniettori

Il lavaggio degli iniettori

Nel corso dell’evoluzione meccanica automotive, l’iniettore del combustibile, è stato un valido sostitutivo al vecchio carburatore, inizialmente posizionato nel collettore di aspirazione, è stato successivamente spostato direttamente sulla camera di combustione.

Tale modifica ha reso molto più preciso il dosaggio, la polverizzazione e la distribuzione del carburante; ma, oltre ai benefici, ha portato anche problemi dovuti alla vicinanza del getto alla camera di scoppio.

Simile evoluzione è avvenuta anche sul diesel, dapprima il carburante veniva iniettato meccanicamente, tramite la pompa di iniezione, direttamente (o indirettamente) sulla camera di scoppio, successivamente, con gli iniettori elettrici, l’iniezione è risultata molto più immediata, affidabile e ben dosata.

La funzione di un iniettore può essere assimilata a una piccola elettrovalvola, il cui spillo di tenuta simula un micro rubinetto che apre e chiude velocemente il flusso di carburante a seconda del segnale elettrico applicato (i più moderni iniettori rispondono in tempi vicini al microsecondo). Il carburante viene dapprima pompato su un collettore comune ad una determinata pressione (common rail) e poi distribuito differentemente dal segnale elettrico controllato dalla centralina motore da ciascun iniettore alla relativa camera di scoppio.

I vantaggi, come si diceva, sono molteplici (vista l’elevata velocità di risposta dell’iniettore al comando elettrico applicato), si possono immettere nel cilindro, infinite modalità di iniezione: dal singolo impulso fino a impulsi multipli più o meno ripetuti tali da ottimizzare la distribuzione più uniforme possibile della miscela aria carburante all’interno del cilindro.

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Risolvere i problemi del sensore giri facilmente e in economia

Risolvere i problemi del sensore giri facilmente e in economia

FastSignal è l’evoluzione modernizzata del DailyFast, è un dispositivo che è ora applicabile su qualsiasi Centralina Controllo Motore (ECU) la cui particolare semplicità e miniaturizzazione ne permette l’applicazione in qualsiasi punto dell’impianto elettrico del veicolo.

Interponendo FastSignal tra il sensore giri e la centralina si otterrà immediatamente un notevole miglioramento di segnale, si ridurranno drasticamente gli errori provenienti dal difetto di carenza di segnale e si stabilizzerà la lettura del numero di giri anche in fase di diagnostica.

Per essere sicuri di un buon risultato è richiesto prima un controllo diagnostico, se sarà riscontrato un problema di insufficienza di segnale, si noterà che l’indicatore dei giri sarà piuttosto fluttuante e instabile (generalmente il numero di giri rimbalza tra il valore effettivo e lo zero).
Tale fenomeno avviene quando la centralina, per problemi di accoppiamento, di cablaggio o di invecchiamento dei cavi, tende ad essere ‘particolarmente sorda’ e poco sensibile ai segnali provenienti dal sensore mgnetico dei giri.

Collegamento e installazione

L’installazione è semplicissima e immediata, basta tagliare i due conduttori della linea bilanciata ritorta che porta il segnale del sensore giri alla ECU, interporre FastSignal, avvitare le 2 coppie di morsetti con un cacciavite e testare.

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Come testare a banco le centraline ECU

Come testare a banco le centraline ECU

Molte ormai sono le aziende che si dedicano alla riparazione, la rimappatura e la rigenerazione delle centraline ECU (Engine Control Unit – Unità di Controllo Motore) per il settore autobobilistico.
Tutte lavorano pressoché allo stesso modo: riprogrammare le EEPROM con la finalità di aggiungere o togliere funzionalità (modificando parte di codice o di firmware) e riconsegnano la centralina al committente.
Le aziende più smaliziate e specializzate, riescono anche a fare qualche riparazione sostituendo i componenti elettronici difettosi e riportando alla funzionalità un dispositivo defunto.

Alla fine del lavoro però, tutti hanno lo stesso problema: come poter testare la centralina per verificare che tutto sia a posto?
A rigor di logica servirebbe l’auto (su cui era installata la centralina) quindi testare dinamicamente (cioè con il motore acceso) se tutto è come ci si aspetta.

Purtroppo non sempre questo è possibile perché il riparatore è solitamente distante o non è disponibile a muoversi fino all’auto da riparare, e allora si rimanda la centralina al cliente senza provarla incrociando le dita e sperando che tutto sia a posto come ci si aspetta.

L’altra opzione è trovare un’auto uguale, scodificare totalmente la centralina per farla accettare alla nuova auto e testare, ma questo richiede comunque la disponibilità di un’auto pressoché identica per effettuare tutte le prove e comunque servirà una ulteriore scodifica alla fine del test per poter fare riallineare la centralina all’auto originaria.

Tutto un po’ troppo complicato e sicuramente poco efficiente, non credete?

Vita più facile per i riparatori

Vi è però una soluzione molto più semplice ed efficace che permetterebbe di fare test dinamici molto più facilmente e direttamente sul banco del riparatore.

Basta disporre di un generatore di segnali, che simula la stessa ruota fonica del sensore di giri e tutto potrebbe essere risolto con molta semplicità ed economia.
Serve solo scodificare (la prima volta) la centralina per predisporla a funzionare su qualunque tipo di

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Riparare il telecomando originale è sempre la scelta migliore

Riparare il telecomando originale è sempre la scelta migliore

CIRIT – Centro Italiano Riparazione Telecomandi

Sostituire un telecomando non funzionante o difettoso è una operazione piuttosto complicata perché difficilmente si riesce a trovare un equivalente totalmente compatibile o anche un originale.

Le molte aziende che sfornano controlli sostitutivi offrono compatibilità solo per le principali funzioni e non coprono tutte le altre funzionalità a cui eravamo abituati col telecomando originale.

Con un telecomando compatibile, per esempio, difficilmente ritroveremo la funzionalità di timer, di autospegnimento, la gestione del menù, i settaggi di sintonia o la gestione di funzioni speciali. Sarà ancora peggio per gli apparecchi combinati, fuori produzione, di importazione o meno diffusi e conosciuti.

Accontentarsi delle limitate funzionalità offerte dal telecomando sostitutivo penalizza quindi il nostro apparecchio, ma allora perché non provare a far riparare il telecomando originale? Nessuno ci pensa mai, ma è quasi sempre la soluzione più ovvia, più vantaggiosa e più affidabile, ma anche la più sicura ed economica.

Siamo organizzati per riparare, ripristinare (a volte anche restaurare) tutti i tipi di telecomandi commerciali (anche cinesi) per TV, audio, video, decoder, cancelli, tende, tapparelle, auto e comandi industriali; analizziamo attentamente tutti i segnali in uscita (codice) verifichiamo l’emissione radio (o IR) e verifichiamo tutti i tasti e le funzionalità in poche ore.

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L’analogico che ritorna

L’analogico che ritorna

L’età dell’analogico, che sembrava archiviata e dimenticata così in fretta a fine millennio, sta tornando in auge con la sua meritata ed inaspettata autorevolezza.

Un ritorno che dimostra quanto questa tecnologia forse meno sofisticata, differenziava e valutava molto di più il singolo sul saper fare e sapersi adattare per la profonda conoscenza della teoria e del dispositivo che si stava usando, più che sull’utilizzo inconsapevole delle tante funzionalità offerte dal digitale, ma solitamente ignorate o considerate ovvie dai moderni fruitori.

L’analogico è forse da considerare oggi al pari di un anziano che torna a dire la sua da un mondo ormai sorpassato e velato di polvere. Siccome il buon prodotto rimane sempre buono, anche l’analogico di qualità si prepara a ritornare in voga e mostrare i tanti pregi ancora non equiparati dalla alternativa digitale.

Si riscoprirà allora quanto il buon vecchio Hi-Fi, la pellicola e l’immagine su nastro, abbiano ancora tanto da dire e da offrire agli audiofili, ai fotografi, ai cineasti o ai professionisti di oggi.

E’ un vento di rivincita che ritorna ad interessare il mercato dell’usato ma anche del nuovo, non a caso anche le grandi industrie, visti i volumi di richieste (pur se di nicchia), ricominciano a considerare tali prodotti riproponendoli ad un mercato di tutto rispetto che comincia a valere milioni di euro.

Considerati troppo velocemente vetusti, impilati da qualche parte in casa o destinati alla discarica, alcuni tra i più interessanti ed autorevoli apparecchi vintage, sono tornati nell’interesse collettivo degli specialisti o dei fruitori di alto livello, sia per le indubbie qualità o per l’innovazione che all’epoca apportarono, sia per una forma nostalgica di possesso, di leggenda e di ricordi.

Oggetti tecnologici di peso destinati ad una seconda giovinezza, per la gioia degli amatori e la curiosità dei giovani che non hanno mai visto né toccato apparecchi che un tempo erano destinati a veri amatori ed ai professionisti.

E’ proprio per questo che offriamo alcuni apparecchi ricondizionati e di pregio, sopravvissuti alla rivoluzione digitale, nel nostro spazio vintage.

Contattateci per richiedere qualunque tipo di apparecchio (anche non esposto), se disponibile verrà risistemato, ricondizionato e preparato per la vendita.

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Digital Radio perché non decolla ancora

Digital Radio perché non decolla ancora

DigitalRadioLa tanto osannata Digital Radio, che sembrava essere l’evoluzione più interessante della radio commerciale, ora che sta partendo, è già una tecnologia stravecchia e quasi decrepita che nasce più di 20 anni fa.
L’acronimo tecnico è DAB (Digital Audio Bradcasting) e Digital Radio il nome scelto dal marketing commerciale per lanciare la diffusione delle trasmissioni realizzate con lo standard Eureka 147.

Il DAB in verità è un progetto europeo che risale agli anni ottanta, quasi in contemporanea con la prima commercializzazione del CD Audio che tanto successo ebbe avuto, proprio nei tempi in cui si optava per la via del tutto in digitale. Questa tendenza di portare in digitale qualunque fonte mediale, dall’audio stereo, alla TV però, sulla radio, non ha avuto troppo successo per molto vari motivi che a breve elencherò.

Già l’inizio parte male, infatti, nonostante la tecnologia fosse già pronta da molto tempo prima, solo nel 1995, e solo la Norvegia e il Regno Unito attivarono in quei tempi in Europa, i primi canali radio digitali DAB. Passò infine un altro decennio prima che, nel 2007 si andò a migliorare ulteriormente il DAB con il Dab+ che attualmente è lo standard con cui le emittenti moderne trasmettono anche in Italia.

Andiamo allora ad analizzare perché la radio digitale ha avuto così poco interesse.

Il primo motivo è che le trasmissioni radio in codifica digitale, presentano vantaggi e comunque molti svantaggi rispetto alla

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Il radioascolto, una passione senza tempo

Il radioascolto, una passione senza tempo

SWLSWL è l’acronimo di Short Wave Listener (letteralmente significa ascoltatore di ondecorte), in pratica è colui che dedica la sua attività (o ha curiosità) all’ascolto della gamma di frequenze attribuite ai servizi radioamatoriali SWL.
Sono frequenze molto corte che dipendono molto dall’influenza della luce sulla propagazione di queste onde, ed hanno il grande vantaggio di essere riflesse dalla stratosfera e quindi sono ricevibili e si diffondono con estrema facilità quasi ovunque nel pianeta. Solitamente il periodo di migliore ascolto è il periodo notturno (perché si ha una attenuazione inferiore e non è raro poter ricevere, se si dispongono di buone antenne, anche trasmissioni provenienti dall’altro capo del pianeta.
Non sono rari in serate serene i collegamenti con l’America, la Cina e addirittura con l’Australia.
In questo mondo ormai sempre più collegato con sistemi digitali si sta perdendo questa bella e sana abitudine a scansionare l’etere per beccare qualche trasmissione interessante, ma sembra vi sia una controtendenza e stanno rinascendo in tutte le parti del mondo dei radioascoltatori interessati a scovare questi segnali sempre più rari.

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Da dicembre disAqua è entrato in commercio

Da dicembre disAqua è entrato in commercio

La linea di prodotti disAqua per l’igiene e la cura dell’umidità negli edifici, offre una vasta gamma di soluzioni diversificate e specifiche per il professionista e l’utente finale.
Ormai la produzione e la vendita dei prodotti più esclusivi ed innovativi del mercato mondiale è stata avviata e potrai acqustarli già da subito.

Tra le 5 specialità si è iniziata la distibuzione del prodotto DisAqua Vapor e la produzione sta andando ad integrarsi con nuovi e più specifici prodotti sempre rivolti alla cura di tutte le problematiche derivanti da umidità e muffe nelle murature.

Visto il grande successo già dei primi due mesi (ci avete addirittura sovraccaricato il server con continue interruzioni di servizio), ora che il sito è stato rinnovato ed integrato con un potente e-commerce, si è attivata anche una nuova offerta. Quale migliore occasione per provarlo?

DApromoOldOppure cerca il prodotto più adatto a te.
Ti forniremo informazioni, consigli ed assistenza costante sia telefonica che epistolare.

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Elettrosmog: regolamenti e misure

Elettrosmog: regolamenti e misure

elettrosmogL’inquinamento elettromagnetico (elettrosmog) in ambito domestico e sui luoghi di lavoro è formato da due componenti fondamentali:

Elettrosmog a bassa frequenza (ELF, Extremely Low Frequencies) generato dalle linee elettriche, dagli elettrodomestici, dalle attrezzature d’ufficio quali fotocopiatrici, computer, stampanti;

Elettrosmog a radiofrequenza, generato da antenne trasmittenti, quali i ponti radio della telefonia cellulare e della emittenza radiotelevisiva, così come dagli stessi apparati cellulari (telefonini), i forni a microonde, i sistemi Wi-Fi, ecc.

Il decreto n. 381 del 10 settembre 1998 fissa dei limiti massimi di esposizione alla radiazioni elettromagnetiche a radiofrequenza (comprese fra 100 kHz e 300 Ghz).

A differenza di altre forme di inquinamento, l’elettrosmog non può essere percepito con i normali organi di senso in quanto non genera rumore, non emana odori né si può vedere. Per questo è indispensabile ricorrere ad una strumentazione opportuna (misuratori di campo e.m.) per assicurarsi di non vivere e lavorare in condizioni di potenziale pericolo per la propria salute, e per potere organizzare al meglio una casa od un luogo di lavoro per elevare il benessere e la sicurezza delle persone.

Per la misura dei campi elettromagnetici

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Bigliettini da visita: dal progetto alla stampa in pochi minuti

Bigliettini da visita: dal progetto alla stampa in pochi minuti

Un bigliettino è un mezzo per presentarsi e, come un vestito, rispecchia la propria personalità (o il carattere della propria azienda).
Il formato standard dovrebbe essere sempre delle dimensioni di una carta di credito (85×55 mm) per ovvie ragioni di utilizzo e praticità.
A seconda delle esigenze grafiche, il biglietto può essere sviluppato sia in orientamento orizzontale che verticale, ma possono influire anche questioni di gusti o esigenze di impaginazione.
Per la creazione sono consigliati software di tipo vettoriale adatti alla grafica (tipo Adobe Illustrator, Corel Draw, ecc.) ma sono utilizzabili anche pacchetti per la grafica raster (tipo Adobe PhotoShop, Corel PhotPaint, ecc.) sono invece sconsigliati software di Word Processing (come MS Word, Writer di Open Office, ecc.).

Normalmente realizziamo le grafiche di fronte al cliente in modo da decidere al momento le scelte migliori, ma è possibile anche stampare i prodotti già realizzati da voi purché siano seguite alcune regole:

1) Il nome sempre prima del cognome
2) Il titolo (Dott. Ing. Prof. ecc.) da usare solo se strettamente necessario, ma sempre meglio

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