Precisazioni sull’uso di Fast Tools per il test a banco di una centralina

A meno che non si abbia disposizione il veicolo originario, un test a banco di una centralina è una operazione che non può esimere il tecnico dalla comprensione basilare e fondamentale del funzionamento della centralina ECU da provare:

– serve un impianto specifico fatto di connettori, sensori e segnali
– ogni tipo di centralina richiede un suo impianto di test, fatto di cablaggi esatti, connettori dello stesso tipo (e genere), nonché emulatori di segnali e di livelli che la centralina richiede per attivarsi
– non è possibile illudersi che si possa fare un impianto generico che possa funzionare su una larga serie di centraline (anche diverse tra loro).
l’emulatore di ruota fonica (Fast Tools) è quindi solo un anello, pur importante, di tutti i dispositivi che serviranno per il test

Come fare

Per ogni specifica centralina da testare, serve l’impianto filare che la connetteva, in origine, con la vettura e lo schema elettrico di quel veicolo.
Per l’impianto filare bisogna rivolgersi ad un rottamatore e recuperare (per pochi euro) almeno i 2 connettori con almeno 50 cm di fili che servono per il collegamento con la stessa

Per lo schema elettrico bisogna recuperare almento i pinout che spiegano le funzioni di ogni pin della centralina oppure utilizzare gli schemari che sono disponibili quasi sempre sui software di diagnosi o su internet

Quindi bisogna iniziare ad assemblare i cavi di alimentazione e di massa, i fili dei positivi sottochiave ai quali va inserito un interruttore con il positivo batteria per emulare chiave accesa/spenta.

Serve ricablare il connettore della diagnosi per poter verificare che i segnali fondamentali e i sensori siano OK

Servono poi i segnali specifici che ogni centralina pretende per potersi accorgere che lo stato del motore sia OK e quindi prepararsi all’accensione.

Nel caso di sistemi diesel a iniezione e multijet va simulato il segnale della pressione Rail, il carico elettrico della pompa alta pressione e vari altri segnali che, a seconda della centralina, può ritenere importanti o meno.
Quando tutto è ok, i segnali regolari in diagnosi e come richiesti, la diagnosi che non segnala alcun errore importante, può essere attivato il fast tools è la centralina dovrebbe iniaziare a far funzionare gli iniettori (attaccati all’impianto) e quindi avviare (teoricamente) il motore.

Nel caso di sistemi a benzina vanno simulati (di solito) il solo segnale del sensore di giri, quindi serve quasi sempre solo il Fast Tools per sentire scintillare le bobine che saranno attaccate all’impianto

Con l’evoluzione della tecnologia, i controlli di queste centraline si sono fatte sempre più complesse, nel caso dei sistemi a benzina a iniezione, per esempio, anche emulando perfettamente tutti i segnali richiesti, il test degli iniettori è piuttosto complesso in quanto la ECU è in grado di accorgersi che l’iniettore applicato non sta lavorando nelle condizioni previste, rilevando una anomalia nei segnali di ritorno, si possono generare errori tipo iniettore difettoso, iniettore usurato (o altro) al punto che dopo pochi secondi di test i sistemi di iniezione vengono bloccati lasciando il solo funzionamento delle bobine alta tensione.

Problemi simili dovrebbero accadere sui diesel in quanto, non rilevando il segnale di risposta previsto, ne viene bloccata l’erogazione ed il test si dovrebbe bloccare dopo pochi secondi.

In pratica riuscire a creare un impianto specifico, non è sempre alla portata di tutti, se non si hanno le conoscenze approfondite per quella specifica centralina.

Concludiamo dicendo che ogni impianto specifico di ogni centralina, una volta realizzato dal tecnico, è un piccolo tesoro e di cui ognuno è geloso. Il tempo perso per realizzarne il cablaggio, per la ricerca e per lo studio delle soluzioni, sono proprio quelle cose che rendono prezioso il lavoro svolto e che differenziano uno specialista da un buon tecnico.

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